Ma cosa serve per far andare più veloci i treni in Italia? Probabilmente una rivoluzione nell’organizzazione delle infrastrutture a cominciare dai binari. Sarebbe bello che il paese discutesse di questo quando va in scena il teatrino degli scontri tra manifestanti e poliziotti. C’è un mare di informazioni sull’inutilità della Tav in val di Susa, ma neanche uno tra piemontesi, giornalisti, lobbisti e macchinisti che mi avesse spiegato come si possa creare una rete ferroviaria nazionale che funzioni come si deve. Solo ora ho capito quello che a scuola la mia professoressa non si stancava mai di ripetere: “Andate pure a manifestare in mezzo alla strada, ma dopo venite qui in classe e cerchiamo di capire di cosa la scuola ha bisogno”.

Stoner sarà anche un grande pilota ma è tutto il contrario di come considero un campione del motorsport. Quest’ultimo lotta, ringhia, scalpita, cade, fugge e, f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e, sorpassa e si fa sorpassare. Il campione è insomma un animale da gara: sta in mezzo alla zuffa ma ne esce per primo. Stoner sarà pure meraviglioso da vedere, ma è un fighetto isterico. Per lui le gare dovrebbero svolgersi come un rally, con sessioni solitarie basate sui tempi

Sovrappiù

L’arte commuove negli interstizi, nei particolari. In quel riff, quel sorriso, in quell’altezza di quella nota al momento e nell’intervallo giusto, nei colori della fotografia di scena. I’m Only Sleeping dei Beatles per esempio non commuove nella sua totalità ma in quel “sleeeeeeeeeeeping” del ritornello, nell’attesa che quel coro, con quel tono, arrivi e dica: “sleeeeeeeeeping”. Non è la Storia a commuovere, ma raccontare ciò che accade. I greci lo chiamavano stupore (taumazein), gli esteti sublime. La parola che userebbero i matematici è ancora più esplicita: sovrappiù. L’elemento costitutivo che eccede ogni struttura, ogni previsione. Per Alain Badiou esso è addirittura il valore proprio della verità, e lo chiama Evento. Qualcosa che sorprende, spiazza, sovrasta ma che nello stesso tempo è tremendamente sopportabile, anzi, meravigliosamente sopportabile.