Valentino Rossi in 2011: the image symbol

C’mon mate! See you next year, for win!

Follie

Vorrei chiarire un paio di cose sulle cause della morte di Simoncelli. Siti autorevoli come questi fanno supposizioni assurde sulla “strana” dinamica dell’incidente. Non c’è stata alcuna elettronica. Forse un pneumatico freddo. Ma questa è un’altra storia, di cui si parla da anni. Parlo da esperto videoamatore di corse con un’esperienza sulle due ruote che si limita a un monocilindrico di media cilindrata. Ma qui non c’è molto da capire. La causa segue spesso la logica della fatalità. Come la morte. E questo a volte è inaccettabile. E così la moto avrebbe fatto quello che non avrebbe dovuto fare. Ma non c’è nessun colpevole. La moto non è impazzita. E’ il pilota ad essere pazzo. E lo dico con un pizzico di compiacimento. Chi ama questo sport lo sa. Chi lo segue lo sa. E chi lo vive se ne frega. Altrimenti come potrebbe soltanto? 

Stoner sarà anche un grande pilota ma è tutto il contrario di come considero un campione del motorsport. Quest’ultimo lotta, ringhia, scalpita, cade, fugge e, f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e, sorpassa e si fa sorpassare. Il campione è insomma un animale da gara: sta in mezzo alla zuffa ma ne esce per primo. Stoner sarà pure meraviglioso da vedere, ma è un fighetto isterico. Per lui le gare dovrebbero svolgersi come un rally, con sessioni solitarie basate sui tempi