Capitalismo ruffiano

Che sia chiaro: inquinare a casa propria e piantare alberi a 10mila chilometri non è ecologia. Se mettessi a bruciare plastica dal camino di casa mia e contemporaneamente circondassi l’abitazione con una foresta pluviale sarei un ecologista? L’esempio non sarà proporzionato ma il principio è lo stesso. Internazionale ha avviato una politica verde per cui ad ogni nuovo abbonato sarà piantato un albero in Niger. Il motore di ricerca Ecosia finanzia con la maggior parte del suo ricavato un progetto Wwf in Amazzonia. Per non parlare delle campagne verdi gialle e rosse delle case automobilistiche. Tutte belle cose, per carità, ma non tiriamo in ballo l’etica verde e la sostenibilità. Per carità. Fa tanto capitalismo ruffiano.

«C’è quest’altra favola: io non sono della tua idea ma mi batto fino alla morte perché tu possa esprimerla. Non è vero, è una favoletta». Oppure: «Io sono io e voi non siete un cazzo». Diciamolo, sono frasi che poche persone possono capire. Diciamolo, pochi di voi capiranno cosa voglio dire con questo “poche persone” e non starò neanche a spiegarvi il motivo perché, l’ho detto, pochi capirebbero. Diciamolo, non basterebbe tutto quello che posso scrivere perché sono esperienze di vita. Al massimo mi autocito