La filosofia è libera, ovvero legata

Amo la filosofia perché essa è senza fondamento, nel senso che non è legata a niente. Cos’è che a niente è legato? La libertà. Ma non essere legato a niente non vuol dire essere senza legami, significa scegliere liberamente cosa legare a sé stessi. La libertà non è l’assenza di legami, quello è il caos. Tutto è per sua natura caotica. Scegliere il caos significa lasciare le cose come stanno: alquanto pigro no? Dov’è l’uomo in mezzo al caos? E’ quello che si staglia in questo caos senza per questo illudersi di dominarlo. La libertà è quindi un movimento responsabile, perché è difficile non perdere sé stessi nel caos. Questo “sé stessi” non è l’individuo, o meglio lo è, ma non nel senso che piace al Mercato, bensì nel suo senso autentico: come espansione che coinvolge ciò che sta al di fuori della propria pelle. Per esempio si può scegliere sé stessi scegliendo gli altri, come quando si ama, e ciò fa stare bene sé stessi. Scegliere di trasformare ciò che ci circonda è un atto libero, e ciò investe sempre il sé perché non siamo staccati dal mondo, vi apparteniamo e lo componiamo.  La libertà sta nel mantenere questo gioco tra il legarsi senza essere legati e il movimento libero senza che esso equivalga al caos: uno stagliarsi sul caos. Amare il pensiero è amare un movimento sempre libero e insieme ordinato, legarsi a questo movimento, facendo di questo legame ciò che si ama. Badiamo bene: la libertà è quindi senza fondamento. Filein-Sofia è l’amore per il pensiero quando esso conosce, liberamente, per scelta.

Annunci

Le proprietà dell’acqua

Un bell’indizio di un paese che non sa veramente da dove cominciare per svecchiarsi viene dalla discussione intorno all’articolo 18. Come si creano nuovi posti di lavoro? Non lo so, ma l’articolo 18 non si tocca. Qual è la (falsa) alternativa a uno statuto che tutela il contratto di lavoro? Non lo so, ma l’articolo 18 non è un tabù. Come si potrebbe riorganizzare la mobilità? Non lo so, ma parliamo dell’articolo 18. Un po’ come se per risolvere il problema della distribuzione dell’acqua nel territorio italiano ci si mettesse a discutere delle sue proprietà: è bagnata? è umida? è liquida? è trasparente? 

Ma quale trasformazione culturale

Tra la prima metà del XIX e a tutto il XX secolo sono state scritte tonnellate di pagine sulle dinamiche sociali, il modo in cui noi ci vediamo, il modo in cui vogliamo mostrarci, il modo in cui condividiamo le nostre esperienze. La condivisione delle proprie esperienze è uno dei modi più elementari per rendere reale ciò che si è vissuto. Poi è arrivato il web, e pare che le cose siano radicalmente cambiate. Apparenza. E’ solo una questione di mezzo, di tecnica, di strumenti con i quali lo scopo non cambia. A dirla tutta, il fatto che questi mezzi stiano cambiando il nostro comportamento, è una vecchia questione iniziata molto prima, con chi rifletteva sulla tecnica già nel 1929. Perciò diffidate dalle letture superficialmente critiche sulla superficialità di facebook e simili. Sono mezzi. Se proprio si vuol capire cosa stia accadendo, Max Weber e la scienza psicoanalitica del ‘900 vanno più che bene. Anzi, credo che facebook, più di ogni altro, ironizzi sul nostro esibizionismo che, negli ultimi 10 secoli, non è cambiato di una virgola. E questa non è una critica.

Fermi tutti!

Napoli: una città ferma. Hai voglia di parlare di criminalità, isteria dei passanti, traffico caotico. Fateci caso, tutte queste cose che ho elencato, con le opportune differenze, appartengono a città che hanno un dinamismo e una ricchezza imparagonabile alla mia: Shanghai, Pechino, Londra, New York negli anni ‘80. La criminalità in Italia fattura (in nero) migliaia di miliardi di euro. Loro non stanno certo fermi. Il problema è che tutti gli “altri”, quelli che non accettano compromessi e che lavorano per la loro professione, sono fermi. E’ fermo il mercato del lavoro, è fermo il cervello che non ha scatti di orgoglio. La selezione del personale basata sulle conoscenze e non sui curricula è una scelta lucida che ha i suoi vantaggi. Ma quanto ne vale la pena? Siamo fermi. Questa è la verità.