Le proprietà dell’acqua

Un bell’indizio di un paese che non sa veramente da dove cominciare per svecchiarsi viene dalla discussione intorno all’articolo 18. Come si creano nuovi posti di lavoro? Non lo so, ma l’articolo 18 non si tocca. Qual è la (falsa) alternativa a uno statuto che tutela il contratto di lavoro? Non lo so, ma l’articolo 18 non è un tabù. Come si potrebbe riorganizzare la mobilità? Non lo so, ma parliamo dell’articolo 18. Un po’ come se per risolvere il problema della distribuzione dell’acqua nel territorio italiano ci si mettesse a discutere delle sue proprietà: è bagnata? è umida? è liquida? è trasparente? 

Eroe?

Non mi piace la retorica populistica dietro la telefonata tra De Falco e Schettino. Non chiamiamo eroe uno che fa semplicemente il suo dovere, la sua professione. L’eroe è tutt’altro che un uomo che sveglia e riprende un uomo paralizzato dalla paura e dall’incompetenza. L’eroe è un folle, perché mette a repentaglio la sua vita e poco si cura di sé stesso. Allora come dovremmo chiamare chi compie un atto straordinario, come quelli che sottobordo hanno recuperato sopravvissuti e cadaveri, superuomini? Gli italiani sono esausti dopo anni di idolatria di un uomo mediocre. Così la fermezza e la lucidità di un professionista viene scambiata per eroismo, e la normalità di una telefonata in un momento di grande tensione viene scambiata per qualcosa di straordinario.