Ammirare la cartolina

Quasi fosse un paese in via di estinzione, sempre più stranieri s’innamorano dell’Italia. Come ci si innamorerebbe di un Panda. A George Clooney, Dustin Hoffman, Sting piace tanto l’Italia. Certo loro idolatrano l’icona eterna del senso comune, non denunciano niente. Ma anche ammirando la sua cartolina non è detto che il messaggio che passa non sia poi così ingiusto. Bisogna ammirare la cartolina. Ma non come fa la tv, bensì come fanno le persone di buon senso (anche comune). Ammirare la cartolina è un ingenuità. Ma ammirarla perché si preservi la sua realtà non lo è. Quella c’è quando si crede che l’immagine sia una copia della realtà. Ma l’immagine, l’idea, non è una copia della realtà, come fosse una proprietà di default. Lo è quando la realtà cerca di imitarla. Credere che la cartolina sia la realtà è lo scherzo che ci fa il cervello quando guardiamo troppe immagini e poche cose. Quello che ci succede quando guardiamo troppa tv. Basta guardare ancora la tv. Potrebbe essere lo spirito dell’italiano che vuole cambiare: “Basta con la tv!”. Ma se avesse la forza di uno spot elettorale, allora staremmo guardando ancora immagini.

Elogio dello scrobbling

Vorrei dedicare qualche riga ad un elogio dello scrobbling. Mi fa sentire finalmente un emancipato ascoltatore di musica. Prima dipendevo da pochi canali nei miei ascolti: i consigli di un amico, il passaparola o l’occasionale lettura di una recensione. Non che il tutto fosse scarno, anzi. Se penso a Lorenza, l’amica fida con i miei stessi gusti musicali, praticamente identici, e a tutti i suoi consigli…le devo molto. Ma era anche abbastanza frustante dipendere da un canale così proficuo ma limitato alla visione di una persona che non ero io, alla casualità del passaparola. Ora con Lastfm la mia weltanschauung musicale mi appartiene di più. Si è aperto uno spazio tutto nuovo. Quei canali che mi segnalavano novità e classici da scoprire sono ora dispersi e disseminati. Sta a me ricomporli e seguirli. Mi sento finalmente un libero ascoltatore di musica. Non so se si puo’ parlare letteralmente di emancipazione, ma certo è un grosso passo avanti. Grazie