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There’s not much lost of the secret life; it’s never gone wrong and it’s never gone right […] Sweep my mess away; leave my body, leave my bones; Leave me holding, leave my soul; leave me nothing I don’t need at all. Nothing I don’t need at all
Johnny Flynn, The Box
Ammirare la cartolina
Quasi fosse un paese in via di estinzione, sempre più stranieri s’innamorano dell’Italia. Come ci si innamorerebbe di un Panda. A George Clooney, Dustin Hoffman, Sting piace tanto l’Italia. Certo loro idolatrano l’icona eterna del senso comune, non denunciano niente. Ma anche ammirando la sua cartolina non è detto che il messaggio che passa non sia poi così ingiusto. Bisogna ammirare la cartolina. Ma non come fa la tv, bensì come fanno le persone di buon senso (anche comune). Ammirare la cartolina è un ingenuità. Ma ammirarla perché si preservi la sua realtà non lo è. Quella c’è quando si crede che l’immagine sia una copia della realtà. Ma l’immagine, l’idea, non è una copia della realtà, come fosse una proprietà di default. Lo è quando la realtà cerca di imitarla. Credere che la cartolina sia la realtà è lo scherzo che ci fa il cervello quando guardiamo troppe immagini e poche cose. Quello che ci succede quando guardiamo troppa tv. Basta guardare ancora la tv. Potrebbe essere lo spirito dell’italiano che vuole cambiare: “Basta con la tv!”. Ma se avesse la forza di uno spot elettorale, allora staremmo guardando ancora immagini.
Windows explorer è come l’appendice vermiforme: te lo devi tenere per forza anche se non serve a una cippa
Ogni volta che lo streaming è più lento della visualizzazione viene confutato uno dei paradossi di Zenone, quello di Achille e la tartaruga: non riuscirò mai a vedere il video anche se gli do un po’ di vantaggio



