E’ la curiosità; la sola semplice curiosità, comunque, che meriti di essere praticata con una certa ostinazione: non già quella che cerca di assimilare ciò che conviene conoscere, ma quella che consente di smarrire le proprie certezze […]. Mi si potrà obiettare che questi giochetti personali è meglio lasciarli dietro le quinte. Ma che cos’è la filosofia, oggi, se non è lavoro critico del pensiero su se stesso? […] Vi è sempre un che di derisorio nel discorso filosofico quando pretende, dall’esterno, di dettar legge agli altri […]. La “prova” è il corpo vivo della filosofia, vale a dire un‘“ascesi”, un esercizio di sé, nel pensiero

Michel Foucault, Storia della sessualità – l’uso dei piaceri. Feltrinelli, Milano 2011, pp. 13-14. 

Se la televisione è come dicono, com’è innegabile, l’invenzione più importante della modernità, quella che ha annullato le distanze, i tempi, le scritture, i meridiani, e unificato il mondo con la sua lanterna magica, se nella società odierna esiste, si conta solo se si compare in televisione, se il controllo della televisione vale più del controllo dell’oro e delle armi, se essa è decisiva, insostituibile, se riassume e rappresenta la nostra civiltà, vogliamo, per favore, dirci qual è il suo livello intellettuale, quale alimento intellettuale ci fornisce quotidianamente?

Giorgio Bocca, Grazie no, 7 idee che non dobbiamo più accettare, p. 83, Feltrinelli.