
ROSSI IN RED.

AMAZING!

during Motegi grand prix 2010 (via)

via flickr
La velocità è una cosa emozionante ed è incredibile quanto ci si possa abituare. Per esempio, la prima volta che ho provato la Honda 500 ho pensato di fare qualcos’altro nella vita. Il rettilineo diventa stretto, fai fatica ad andare dritto. Poi col passare dei mesi e dei chilometri ti abitui a quella velocità e addirittura ti sembra di andare piano. Io non vedo mai la motogp da fuori, perché da fuori la velocità è incredibile, mi fa paura. Invece da dentro la moto tutto accade più lentamente
Devo dire però che adesso il morale è abbastanza alto soprattutto perché ho scoperto di avere un buonissimo rapporto con la morfina
Il passaggio di Rossi in Ducati è una bella sfida con lo stesso sapore di sei anni fa, quando passò in Yamaha. Solo che ora la situazione è inversa. Quando firmò per la casa dei tre diapason Valentino si portò dietro mezzo team Honda, lasciando una bella moto, potente e aggressiva, per una brutta da vedere, lenta ma più guidabile. Ora invece pare che non si porterà dietro Jeremy Burgess, il suo angelo custode, l’ingegnere della sua moto da sempre, da quando Vale sta nella massima categoria delle moto. Quindi abbiamo una situazione inversa: prima la moto faceva cagare e il team paura, ora la moto fa paura ma il team che si porta dietro non è lo stesso di sei anni fa. Non so se questo team fa paura quanto la Ducati che andrà a guidare. Staremo a vedere. Aldilà di tutto, questi discorsi valgono poco se pensiamo che l’80% della prestazione di una moto la fa il pilota. E non sono io a dirlo, ma Jeremy Burgess.
Amev