Tanto tempo fa uno degli status symbol del benessere era l’assenza di abbronzatura. Chi poteva permettersi di non lavorare nei campi, sotto al sole, mostrava i segni dell’agiatezza: palmi lisci e carnagione chiara. Col tempo questa classificazione è sfumata fino a diventare inesistente. L’abbronzato non proviene necessariamente dai campi o dalla cascetta della frutta, ma anche dal mare o dal solarium. Morale? Una volta vedevi passare un abbronzatissimo ed entusiasta esclamavi: “Toh! Un campagnuolo!”, mentre oggi, tra lo sfiduciato e l’annoiato, sentenzi: “Eh si, un fancazzista…”.
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Devo dire però che adesso il morale è abbastanza alto soprattutto perché ho scoperto di avere un buonissimo rapporto con la morfina
Jeremy Burgess
Il passaggio di Rossi in Ducati è una bella sfida con lo stesso sapore di sei anni fa, quando passò in Yamaha. Solo che ora la situazione è inversa. Quando firmò per la casa dei tre diapason Valentino si portò dietro mezzo team Honda, lasciando una bella moto, potente e aggressiva, per una brutta da vedere, lenta ma più guidabile. Ora invece pare che non si porterà dietro Jeremy Burgess, il suo angelo custode, l’ingegnere della sua moto da sempre, da quando Vale sta nella massima categoria delle moto. Quindi abbiamo una situazione inversa: prima la moto faceva cagare e il team paura, ora la moto fa paura ma il team che si porta dietro non è lo stesso di sei anni fa. Non so se questo team fa paura quanto la Ducati che andrà a guidare. Staremo a vedere. Aldilà di tutto, questi discorsi valgono poco se pensiamo che l’80% della prestazione di una moto la fa il pilota. E non sono io a dirlo, ma Jeremy Burgess.
Amev

The sun now (by Solar Dynamics Observatory)
Ah vampiro, caro vampiro, come hai vissuto la trasformarzione da Conte Vlad, tremebondo flagello della Transilvania che impalava i suoi nemici per berne il sangue, a Edward Cullen, adolescente pallido e dallo sguardo spento che nonostante la sua evidente e malcelata omosessualità fa bagnare le tredicenni?
No, vorrei dire
Vorrei solo dire che a brno Valentino Rossi ha fatto un giro migliore della pole fatta il giorno prima in superbike. A un mese dalla frattura di tibia e perone. No, vorrei dire
amev
Ricaricare l’accendino, principi di base
Una delle poche volte nella vita in cui le istruzioni servono a qualcosa. Mi regalano un accendino molto figo, di quelli che ti danno in omaggio al pacchetto di sigarette. E’ davvero figo, ed è un vero peccato che, pur essendo ricaricabile, sarà destinato ad esaurirsi: non sono mai riuscito a ricaricare un accendino. Che ci vuole no? Lo metti a capa sotto, ficchi il butano nel pertugio, ti congeli i polpastrelli et voilà. Si, certo, provateci. Ora, finalmente, ogni problema è risolto, la tecnica è svelata. Cosa mi danno insieme all’accendino e al pacchetto di sigarette? Un piccolo, tradizionale foglietto di istruzioni con i suoi microscopici caratteri e le sue 15 lingue. 7 fasi. Seguitele e anche voi saprete padroneggiare la tecnica del ricaricaggio.
Istruzioni
1. Ricaricare con gas butano.
2. Attivare l’accendino un paio di volte, come se lo si accendesse (per adattare il serbatoio di gas vuoto alla pressione ambientale).
3. Capovolgere l’accendino.
4. Inserire la ricarica di gas universale, collocare il becco nella valvola di ricarica, premere ripetutamente per immettere il gas. Evitare di ricaricare in eccesso! Attendere almeno due minuti dopo la ricarica prima di riutilizzare l’accendino.
5. Portare la valvola di regolazione al minimo, facendola ruotare in senso antiorario (+), sino a quando non fuoriesce la fiamma. A questo punto, regolare sino all’altezza di fiamma desiderata.
7. E’ possibile che l’accendino non funzioni oltre i 1.000 metri di quota.
Would you like to see the Sun? This is the way, Sdo way
Quando il saggio indica la luna, lo stolto lo sfotte e gli dice che è inutile che fa il tipo perchè comunque sono dieci anni che non vede una femmina. Poi si infila i mocassini e si va a fare l’aperitivo
