Non c’è lavoro (nel 1936)

American_Youth_Congress_Leaders_1939

I leader dell’AYC Jack R. McMichael, William W. Hinckley e Joseph Cadden, prima dell’incontro con la Commissione per le attività antiamericane, 1939

Vogliamo lavorare, produrre, costruire, ma milioni di noi sono costretti all’ozio. Noi ci diplomiamo e laureiamo, ci prepariamo per una carriera e una professione, ma non c’è lavoro. Rischiamo di trovarci su una strada o in un campo diretto dall’esercito, isolati dagli amici e dalla famiglia. Ci rifiutiamo di essere la generazione perduta.

Dalla Dichiarazione dei diritti dei giovani americani, American Youth Congress, 1936, in J. Savage, L’invenzione dei giovani, Feltrinelli, Milano 2012, p. 338.

Giovinezza

Perché i giovani? Se fossi una grande testata non esiterei un attimo ad aprire un dibattito su questo argomento. Giorgia Meloni ieri ha detto, riferendosi al neogoverno Monti: “Ma un ministro che avesse meno di 55 anni? Troppo, forse”. Lei l’ha detto perché deve dirlo, perché a dire “giovani” non si sbaglia mai. Un po’ come dire “ambiente”. Ma sono parole vuote. Giovane è una parola vuota qui in Italia. Dove l’età media è bassa neanche si parla di “giovani”, perché si rischia solo di parlare al vento. Un paese giovane, con un governo dalla bassa età media, è una diretta conseguenza culturale. Un’amministrazione, qualunque amministrazione, con un’età media bassa non parla di “giovani”, fa solo buona amministrazione: giovane è una conseguenza, è il contenitore, non il contenuto. Qui in Italia non si parla di buona amministrazione ma di giovani, senza preoccuparsi di sapere dove siano i vantaggi di un concetto che non esiste. Così si discute grottescamente di giovani come fosse una categoria sociale. C’è l’operaio, l’insegnante, il libero professionista, e il giovane. Si parla di “loro”, ma loro chi? Giovani come fosse pensione, sanità, trasporto, scuola. Perciò domando socraticamente agli italiani: perché c’è bisogno dei giovani? 

Buchi negli ozoni

I giovani. La parola ogni tanto campeggia tra interviste, dichiarazioni, proposte e progetti. Una bella cravatta sta ad un pallone gonfiato come un bel “giovane” sta ad uno che non ha la più pallida idea di cosa debba dire. Ma quanti sono questi giovani. Quanti anni hanno. Da dove vengono. Dove vivono. Con chi se la fanno. Categoria evanescente, racchiude dentro di sé tanti termini impalpabili che il nostro paese ama usare quando deve parlare dei suoi problemi. Grandi Opere, Grandi Riforme, Pluralismo (o prura-plu-plrurarilsmo). Argomenti tanto utili quanto discutere della moria delle vacche.