Progetto excelsior, il salto più alto del mondo

Progetto Excelsior, il salto più alto del mondo

Tra il 1959 e il 1960, con la scusa di testare il sistema “Beaupre”- il paracadute a più stadi – e il comportamento di un corpo in caduta libera ad altezze considerevoli, il militare Joseph William Kittinger II si gettò prima da 23, poi da 22, e infine da 31 chilometri di altezza. In orizzontale è una distanza raggiungibile da chiunque, in altezza significa stare nello spazio (anche se tecnicamente si è ancora abbondantemente nell’atmosfera terrestre) circondati da un cielo eternamente notturno e con una palla azzurra sotto i piedi. 

Il 16 agosto 1960, nel suo ultimo tentativo, quello da record, Joseph si trovò davanti a un grosso problema: la sua mano. Mentre il pallone aerostatico saliva, l’aviatore la vide gonfiarsi all’inverosimile a causa di un piccolo squarcio nel guanto che fece incontrare improvvisamente la pressione esterna (bassissima) con quella del suo corpo. Non disse niente alla squadra che lo stava seguendo qualche chilometro più in basso: doveva farcela a tutti i costi. Saranno stati novantuno interminabili minuti di ascesa. Poi, arrivato all’altezza giusta per il lancio ne aspettò altri dodici a settanta gradi sottozero circondato da un silenzio unico. Raggiunto il punto di atterraggio saltò, mettendocene solo quattordici per arrivare a terra, toccando una velocità massima di 988 chilometri orari. Atterrato e raggiunto dalla squadra che lo attendeva, la prima cosa che Joseph fece fu accendersi una sigaretta.

La vita sulla terra secondo i terrestri

codice leonardo

Manca meno di una settimana all’atterraggio di Curiosity su Marte, robot che se non dovesse schiantarsi al suolo cercherà tra gli strati di roccia del cratere Gale la storia del pianeta rosso e del sistema solare. A bordo, oltre alle strumentazioni scientifiche ci sono due disegni di Leonardo Da Vinci: il codice del volo e un autoritratto. L’idea è stata suggerita da Silvia Rosa Brusin, redattrice del telegiornale scientifico italiano “Leonardo” ed è stata colta al volo dall’equipe del Curiosity che ha visto nei disegni un omaggio alla scienza.

Lo trovo un gesto molto dolce, una forte affermazione identitaria ma senza quello stravagante orgoglio positivistico condito da prosopopea occidentale che si ritrova nel Voyager Golden Record installato sul Pioneer, l’oggetto umano più distante dalla terra che attualmente si trova a 20 miliardi di chilometri da noi e sfreccia a 61mila chilometri orari. Il VGR è un bellissimo disco di rame placcato in oro con su registrati saluti in 55 lingue diverse, 27 brani di musica classica, suoni degli elementi naturali e versi di animali; ad esso è affiancata una piccola placca in oro con sopra incisi un uomo e una donna nudi e indicazioni sull’origine della sonda. Insomma una serie di informazioni caotiche e frammentarie che poco aiuteranno qualunque alieno a capire che razza di posto sia la terra. Quelli del Curiosity invece non hanno pensato a nessun alieno, non hanno avuto nessuna presunzione di rappresentare in maniera “ottimale” la cultura terrestre. Soltanto un disegno, lo scarabocchio di un genio sregolato forse ancora più incomprensibile del disco d’oro del Pioneer. Ma almeno è un onesto e sano omaggio a sé stessi.

I potenti mezzi dell’informazione

E’ stato nominato un nuovo CEO di un’importante multinazionale del web. Da dove viene, qual è il suo profilo politico, quale nuova impostazione darà all’azienda? Ci si è chiesti quanto il fatto che venga dal colosso Google rappresenti un consolidamento della posizione dominante di Montain View? I potenti mezzi dell’informazione dicono che: è donna e incinta. Yahoo!