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Articoli scritti da: La materia non è solida

Ho creato un giornale online che redigo, Informazioni Marittime (informazionimarittime.it). Ho collaborato con Repubblica, Nazione Indiana, Linkiesta. Collaboro con NOT, Il Post, Corriere del Mezzogiorno. Studio chitarra classica. Questo blog esiste su Tumblr dal 2007. Nel 2014 si è trasferito su Wordpress. Qui scrivo di politica, cultura e filosofia di Maria Elena Boschi.

Se fossi Mario Balotelli me ne andrei a giocare in Inghilterra. Lo dico a malincuore, e a scapito di quel micidiale ricatto emotivo che è il tifo (sono interista, e Balotelli sarà presto uno dei migliori attaccanti di tuttii tempi). No, questo paese nonè pronto per i “negri italiani”. Non è pronto a trattare i braccianti immigrati da lavoratori e non da schiavi, non è pronto a chiamare razzisti i razzisti, non è pronto a restituire il calcio ai cittadini civili e inermi levandolo dalla morsa bellica (e mafiosa) degli ultras. Che non sia pronto, il nostro Paese, lo si capisce dagli alibi dietro i quali si nasconde. Nessun paese, nessuna comunità è esente da vizi, traumi, impedimenti civili. Ma una comunità adulta conosce le proprie malattie, le chiama con il loro nome. Negli Usa la questione razziale è annosa e grave, ma si chiama “questione razziale”. Nei paesi europei l’ immigrazione ha prodotto la nascita di molti partiti xenofobi, ma li chiamano “partiti xenofobi”. Da noi l’ ipocrisia e più ancora la vocazione autoassolutoria che è tipica dei bambini, impedisce di guardarsi allo specchio. In molti, calciatori, dirigenti, politici, opinionisti, dicono che Balotelli viene contestato perché è antipatico, non perché è nero. Forse il razzismo è una faccenda troppo seria perché gli italiani se ne sentano all’ altezza.

da l’Amaca di Michele Serra