Io nervoso? Scherzi? Ultimamente i pacchetti di sigarette li apro coi denti.
Citazioni
Monday, NASA begins listening to see if @MarsPhoenix survived winter. You there, little buddy? http://bit.ly/65LsHI
Se fossi Mario Balotelli me ne andrei a giocare in Inghilterra. Lo dico a malincuore, e a scapito di quel micidiale ricatto emotivo che è il tifo (sono interista, e Balotelli sarà presto uno dei migliori attaccanti di tuttii tempi). No, questo paese nonè pronto per i “negri italiani”. Non è pronto a trattare i braccianti immigrati da lavoratori e non da schiavi, non è pronto a chiamare razzisti i razzisti, non è pronto a restituire il calcio ai cittadini civili e inermi levandolo dalla morsa bellica (e mafiosa) degli ultras. Che non sia pronto, il nostro Paese, lo si capisce dagli alibi dietro i quali si nasconde. Nessun paese, nessuna comunità è esente da vizi, traumi, impedimenti civili. Ma una comunità adulta conosce le proprie malattie, le chiama con il loro nome. Negli Usa la questione razziale è annosa e grave, ma si chiama “questione razziale”. Nei paesi europei l’ immigrazione ha prodotto la nascita di molti partiti xenofobi, ma li chiamano “partiti xenofobi”. Da noi l’ ipocrisia e più ancora la vocazione autoassolutoria che è tipica dei bambini, impedisce di guardarsi allo specchio. In molti, calciatori, dirigenti, politici, opinionisti, dicono che Balotelli viene contestato perché è antipatico, non perché è nero. Forse il razzismo è una faccenda troppo seria perché gli italiani se ne sentano all’ altezza.
New giant spider species discovered in Middle Eastern sand dunes: http://bit.ly/6wdieB
Li avete mai letti i libri di Fabio Volo?
Sembrano le telefonate di un appuntato dei Carabinieri trascritte da Vasco Rossi.
L’AMORE VINCE SULL’ODIO!
– Sì, però ti prego non farmi male.
“You could escape Deimos with a bike and a ramp.” http://ow.ly/QLLE (via @nicolatwilley)
Sharks, zombies, mysteries and 1 million spiders: Our most popular stories of 2009: http://bit.ly/6YuAsm
Amazing desert sand dunes as seen by astronauts and satellites from space: http://bit.ly/77INs3
Il nostro tempo è senza dubbio quella della sparizione senza ritorno degli dèi. Ma questa sparizione concerne tre processi distinti, poiché ci sono stati tre dèi capitali: quello delle religioni, quello della metafisica e quello dei poeti.
Rispetto al dio delle religioni bisogna solamente dichiarare la morte. Il problema, in ultima istanza politico, consiste nel difendersi dagli effetti disastrosi che porta con sé ogni soggettivazione oscura di questa morte.
Rispetto al dio della metafisica, è necessario compiere il percorso attraverso un pensiero dell’infinito che ne dissemina la risorsa sull’intera distesa delle molteplicità qualunque.
Per ciò che riguarda il dio della poesia, è necessario che la poesia sgombri la lingua, sottraendole il dispositivo della perdita e del ritorno.
Presi nella triplice destituzione degli dèi, possiamo già dire, noi, abitanti del soggiorno infinito della Terra, che tutto è qui, sempre qui, e che la risorsa del pensiero è nella pienezza egualitaria avvertita con fermezza, dichiarata con fermezza, di ciò che qui, a noi, avviene
