L’avvenire dura a lungo

pablo

Pablo Iglesias su una motocicletta

I compagni greci ce lo hanno detto: i nostri buoni risultati nei sondaggi non sono necessariamente una buona notizia per loro [Berlino]. I nostri avversari infatti temono che ogni vittoria di Syriza possa alimentare il nostro successo, darci altro ossigeno. Il loro obiettivo non si limita dunque a tenere in scacco il governo greco: si tratta anche di sbarrare la strada ad altre minacce, come quella che rappresentiamo ai loro occhi. Mettere Syriza sotto pressione equivale a fare lo stesso con Podemos, dimostrando che non c’è alternativa. «Volete votare Podemos? Guardate che cosa succede in Grecia»: ecco in sostanza il ritornello che si recita agli spagnoli in questo periodo.

Dal nostro punto di vista, Alexis Tsipras si è dimostrato molto abile. È arrivato a dare corpo all’immagine di una Germania isolata, i cui interessi non coincidono necessariamente con quelli del resto dell’Europa, anche in termini di politica estera. È quel che ha cercato di far valere con Francia e Italia, con un successo limitato, ma anche con i paesi dell’Est. Dunque non bisogna stupirsi troppo che la Germania si mostri così dura nei negoziati

Pablo Iglesias, Le Monde Diplomatique, n.7/8, anno XXII, luglio-agosto 2015, p. 1.

L’avvenire dura a lungo, diceva il filosofo francese Louis Althusser. Quello che accade all’improvviso, quando meno te lo aspetti, stravolgendo gli equilibri – quello che il più famoso dei discepoli di Althusser, Alain Badiou, chiama Evento – accade sì una volta sola, e determina un nuovo tempo (politico, economico, sociale, messianico), ma accade anche in un lasso di tempo più lungo dell’evento stesso. Ciò è dovuto all’aspetto soggettivo dell’evento, al fatto che per rendere significativo un evento, per farlo entrare nella storia, un soggetto vi si deve legare retroattivamente, riconoscersi in esso, determinando la natura stessa di ciò che è accaduto come Evento. È solo un soggetto (politico, sociale, economico) che può dire che un evento è un Evento. L’evento è come l’albero nel bosco: se nessuno lo sente non è caduto. Questo è l’atto di riconoscimento di un evento come Evento (Rivoluzione francese, ritorno alle regole di Bretton Woods), qualcosa in cui un soggetto, riconoscendosi nello spirito, vi riconosce un cambiamento che vuole. E ci può voler tempo per capirlo. L’avvenire dura a lungo.

Di questa coscienza dell’Evento, che ha un tenore metafisico-religioso ma è più semplicemente una considerazione filosofica degli avvenimenti storici, ne sono consapevoli Pablo Iglesias e Alexis Tsipras. Il premier greco ha ceduto a parte delle richieste dei paesi del Nord Europa. Ha perso. Un po’, un po’ del tutto. Ha perso. Ma ha provocato cambiamenti di cui ne avremo la percezione soltanto alla fine dell’anno, e non è detto che saranno a vantaggio soltanto di chi ha vinto. Perché alla fine non è in gioco la salvezza della Grecia ma la scelta tra un’Europa politica o economica, e l’establishment economico-finanziario dell’Unione europea ha vinto, pagando però un po’ di egemonia.

Nonostante il tenore metafisico dell’Evento, il principio di realtà è forte. Pablo Iglesias ha scritto questo articolo molto prima della “capitolazione” della Grecia, ma sono parole ancora fresche nonostante la Grecia abbia perso. Chi vinca o chi perda, in gioco c’è molto più di un paese. La posta in gioco supera gli interessi particolari, nonostante gli interessi della società si vogliono sempre più piegati a interessi particolari. E questo lo sanno tutti. Tutti guardano avanti, a lungo, come l’avvenire. La Merkel, Hollande, Iglesias, Tsipras, sono molto meno nel presente di quanto lo sia l’opinione pubblica e i giornali, condannati a vivere in un eterno presente. Cos’è in gioco nei prossimi mesi? Il mantenimento dello status quo, delle rendite di posizione dei singoli Stati dell’Unione europea, o il suo squilibrio. Questo è in gioco.

Podemos e Syriza stanno squilibrando le posizioni senza mandare nessuno a casa. Anzi. Il loro scopo è costruirla, finalmente, questa casa comune.

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