La soluzione di Troisi allo pseudofemminismo

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Ah, l’ammerica, terra di permissivismo e bigottismo. Come questo interessante video realizzato da Hollaback!, un’organizzazione specificamente orientata contro le molestie delle donne per strada (avete sentito bene). Dieci ore di camminata in cui un’avvenente ragazza si sorbisce impassibile fior fior di complimenti dai passanti.

Lo pseudo-femminismo grida allo scandalo, mostrando un’inaudita cecità al linguaggio del corpo. Che la mise nera e la ripresa grandangolare non ingannino: la donna qui “mette in mostra” il proprio corpo sottolineando le proprie belle curve in un’elegante tenuta monocolore che non può che esaltarne la sensualità. Le tette della ragazza sono belle grosse e alte, presumo che il sedere, che non si vede, sia un booty ass. Perciò scandalizzarsi di fronte a questo documento sarebbe un po’ come dire: voglio essere sexy (quindi piacere) e non voglio che la gente mi dica quanto sono sexy.

L’autentica denuncia del video, che lo rende interessante, è il sottile e costante rischio che l’avance si trasformi in molestia, fino al serio rischio che la molestia si trasformi in violenza.

Ma il video chiede anche qualcosa di ambivalente, schizoide: una certa formalità, un desiderio contraddittorio: piacere senza che me lo si venga comunicato. Sono tosta, lasciami in pace.

Un’isteria che dimentica la sessualità connaturata al corpo, di cui il femminile ne è, per storia e ruolo, il simbolo. Che questa sensualità sia quella esplicitamente mostrata “in occidente” o quella apparentemente nascosta “dell’oriente” (in verità celata, raddoppiata dal velo che funziona da operatore di identificazione: io sono una donna), poco importa. In Occidente il corpo femminile è potenza materna che radica un desiderio sessuale in un permissivismo osceno e disturbante, in Oriente vi è un’impossibilità materiale di guardare che non può che voyeuristicamente incuriosire. L’Occidente non ha fantasia sul corpo femminile, tanto ne è nauseato, l’Oriente riesce ancora a fantasticare. In entrambi i casi il desiderio sessuale non viene sopito ma anzi in modo inverso stimolato.

Cosa vuole Hollaback!Cosa vuole una donna chegira per strada vestita in modo tale che il suo corpo dica, esplicitamente, guardami e nello stesso tempo non guardarmi?

Immaginiamo un mondo dove anche gli uomini si vestano esaltando il proprio corpo. No, non è il mondo dei metrosexual, ma qualcosa di più. Sono uomini che dovrebbero vestirsi come l’attore napoletano Massimo Troisi in Non ci resta che piangere, quando gira con il pacco in bella mostra. L’imbarazzo del personaggio è l’imbarazzo dell’uomo trattato come una donna-oggetto.

Ecco smascherato il mondo narciso delle Hollaback! che chiede una confusa parità tra sessi: un mondo popolato da galli che esaltano la sensualità del proprio corpo senza che nessuno possa dirsi l’un l’altro, francamente, quanto ti scoperei.

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