Ormai solo un africano ci può salvare

Vi ricordate l’omertà? Quell’atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare reati più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a conoscenza (Wikipedia)? Ebbene, l’episodio degli ultimi giorni nella piana di Gioia Tauro è un classico esempio di una comunità che non ha nel suo dna questa qualità. E’ impossibile che un gruppo di residenti di un paese del Sud Italia faccia una cosa del genere, sarebbe una fantasticheria idealista. Questi africani, invece, non sono degli idealisti. Sono sfruttati e schiavizzati e per loro la ribellione è stata naturale, necessaria. Saviano dice bene quando afferma che «gli immigrati fanno quello che noi non abbiamo più il coraggio di fare». Aggiungerei che non possiamo fare a meno di non liberarci di parte di qualcosa che per sua stessa definizione è inestirpabile, a meno di non sacrificare parte della nostra identità. Mettiamoci in testa che la guerra alla mentalità camorrista si combatte così. O meglio, uno dei suoi momenti sarà per forza violento, per gli spiriti sensibili addirittura osceno.

Non c’è idealismo. L’omertà non si combatte con un’altra idea. Si combatte contro lo sfruttamento. Combatte chi non vuole avere paura ma soprattutto chi non ha radici e si sente in pericolo. Quelle stesse radici che ci dicono che l’omertà è una cosa necessaria, che non solo abbiamo paura di fare quello che altri hanno fatto a Castelvolturno e a Rosarno, ma che non possiamo fare nient’altro a meno di non sacrificare, ripeto, parte della nostra identità. Gli africani di Rosarno, come quelli di Castelvolturno, non hanno un vissuto in Italia, non hanno radici qui (li avranno i loro figli) e nella loro educazione la parola omertà non ha quella qualità leggera che ha per noi. Per questo non gli è pesato ribellarsi. Non grava alcun dubbio su quello che hanno fatto, solo una necessità naturale, quella dettata dal bisogno, dall’emergenza e dallo sfruttamento. Potremmo vivere altre cento emergenze rifiuti ma finché non si creano le condizioni per un contesto di emergenza individuale legato ad una grave mancanza personale scordiamoci di liberarci personalmente di una mentalità così proficua per molti sceneggiatori. L’indignazione e la rabbia della gente informata sui fatti di camorra non basta, anzi, sono reazioni che avvengono in seguito, come dimostra la ribellione di Rosarno e Castel Volturno.

Amev

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...