Che cos’è corpo

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Il sentimento, in quanto sentirsi, è proprio il modo nel quale noi siamo un corpo; essere un corpo non significa che a un anima venga attaccata in più una zavorra chiamata corpo, ma, nel sentirci, il corpo è incluso fin da principio nella nostra identità, e precisamente in modo che esso, nel suo essere in uno stato, ci permea. Noi non «abbiamo» un corpo allo stesso modo in cui teniamo in tasca un coltellino; il corpo in carne e ossa che siamo non è nemmeno un corpo fisico che semplicemente ci accompagna e che al tempo stesso noi possiamo anche constatare, in modo esplicito o meno, come lì presente. Noi non «abbiamo» un corpo, noi «siamo» dei corpi. […]

Ma poiché il sentimento, in quanto sentirsi, è sempre in modo parimenti essenziale l’avere-sentimento per l’ente nel suo insieme, con ogni stato fisiologico è rispettivamente in sintonia un modo in cui noi ci rivolgiamo o meno alle cose intorno a noi e agli esseri umani che sono con noi. Una «indisposizione» di stomaco può calare un’ombra su tutte le cose. Quello che altrimenti appare indifferente è d’improvviso irritante e fastidioso. Ciò che altrimenti funziona con facilità di un gioco si inceppa. Certo, la volontà può mettersi in mezzo, può reprimere l’indisposizione, ma non può suscitare e creare direttamente la disposizione contraria […]. Rimane qui essenziale fare attenzione al fatto che il sentimento non è per niente qualcosa che si svolge soltanto «interiormente», ma è quel modo fondamentale del nostro esistere in forza del quale noi siamo sempre trasportati al di là di noi stessi nell’ente nel suo insieme che, in un modo o nell’altro, ci riguarda o non ci riguarda.

Martin Heidegger, Nietzsche, Adelphi, Milano 2005, p. 107.

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